domenica 26 giugno 2011
lunedì 20 giugno 2011
A pagare c'è sempre tempo
di Vito Foschi
A distanza di più di un mese non sono ancora arrivati i mandati di pagamento per gli scrutatori per le passate elezioni ammministrative che si sono svolte il 15 e 16 maggio. Probabilmente il comune di Torino è fedele al famoso motto e di pagare non ha molta fretta. Adesso inizia una nuova settimana, sarà la volta buona per riuscire ad incassare quelle somme, che seppur piccole, in questi tempi diventano preziosissime?
A distanza di più di un mese non sono ancora arrivati i mandati di pagamento per gli scrutatori per le passate elezioni ammministrative che si sono svolte il 15 e 16 maggio. Probabilmente il comune di Torino è fedele al famoso motto e di pagare non ha molta fretta. Adesso inizia una nuova settimana, sarà la volta buona per riuscire ad incassare quelle somme, che seppur piccole, in questi tempi diventano preziosissime?
mercoledì 15 giugno 2011
Grazie a tutti per il si all’acqua pubblica: ora tirate fuori il portafogli
di Gianpiero De Martinis
Una delle principali caratteristiche degli innovatori, o meglio dire dei visionari, è il pensare in modo non comune, detta all’inglese il “think out of the box”.
In questi giorni di festeggiamenti referendari, occorre un’attenta riflessione su ciò che è avvenuto e ciò che avverrà nei prossimi anni nel nostro paese.
Indubbia è stata la partecipazione alle urne che rasenta la media delle elezioni politiche e amministrative, cosa che per un referendum non si vedeva da decenni.
C’è da chiedersi di che tipo di censura si parli, dato che il tam tam internettiano non può di sicuro aver informato la metà degli italiani che a causa dal digital divide sono esclusi dalle moderne tecnologie.
Gli italiani hanno scelto.
Hanno scelto di fidarsi ancora una volta dei meccanismi pubblici più che di quelli privati; hanno scelto di portare avanti carrozzoni anti-efficaci ed anti-efficienti, oltreché anti-economici.
A questo punto occorre capire dove lo stato troverà i 64 miliardi di euro di investimenti necessari a tappare i buchi negli acquedotti, letteralmente, oltre a sistemare gli impianti di depurazione necessari alla “salute pubblica” e ad evitare ulteriori sanzioni UE, neanche a dirlo, pagate dalla collettività.
Secondo una recente stima del Censis, solo il 14% di questi 64 miliardi verrà coperto con entrate attuali, mentre la restante parte verrà pagata con un aumento delle tariffe (stimata nel 18% nei prossimi 10 anni) che graverà sui consumatori; ovviamente neanche questo basta a saziare uno stato sempre ingordo di denari facili, quindi il sistema fiscale provvederà a coprire la rimanenza, con un probabile aumento generale delle aliquote IVA, oltre a prevedere ulteriori meccanismi coercitivi di entrate.
Sarebbe interessante proporre un referendum affinché non avvenga un aumento del prelievo fiscale, se non ci fosse impedito proprio dalla nostra Costituzione all’art. 75 secondo comma.
Cosa sarebbe accaduto se alle municipalizzate si fossero uniti investimenti privati?
Non lo sapremo mai, perché come scrisse Machiavelli:
“l'innovatore ha per nemici tutti coloro che hanno vantaggio dalle vecchie leggi e ha difensori poco convinti tra coloro che trarrebbero vantaggio dalle nuove leggi. La loro poca convinzione deriva, sia dalla paura per gli avversari che hanno le leggi dalla loro parte, sia dallo scetticismo degli uomini, i quali non credono nelle cose nuove, se prima non vedono che se ne è fatta una sicura esperienza”.
Per non innovare, come sempre paga pantalone.
“l'innovatore ha per nemici tutti coloro che hanno vantaggio dalle vecchie leggi e ha difensori poco convinti tra coloro che trarrebbero vantaggio dalle nuove leggi. La loro poca convinzione deriva, sia dalla paura per gli avversari che hanno le leggi dalla loro parte, sia dallo scetticismo degli uomini, i quali non credono nelle cose nuove, se prima non vedono che se ne è fatta una sicura esperienza”.
Per non innovare, come sempre paga pantalone.
giovedì 9 giugno 2011
Tea Party Piemonte a favore dell’astensione sui referendum per l’acqua
di Vito Foschi
Il Tea Party è un movimento di uomini e donne convinti che lo Stato deve ritrarsi per lasciar spazio ai cittadini, alle loro scelte, alla loro libertà e responsabilità. I referendum sono uno strumento utile perché permettono ai cittadini di esprimersi su una singola proposta senza delegare ai politici la scelta. Purtroppo i referendum che si andranno a votare la prossima settimana sono mal posti: cercano di abrogare singoli articoli di una legge rendendo difficile da capire i vari quesiti e soprattutto in caso di vittoria lasciando molto spazio ad interpretazioni con il rischio di conseguire risultati diversi da quelli desiderati dagli stessi promotori referendari. Per uno strumento di consultazione popolare sarebbe il colmo.
I referendum sull’acqua mirano a porre sotto il ferro controllo della politica la gestione degli acquedotti e il Tea Party come movimento che punta a dare più spazio alle persone e meno ai politici non che può che essere per l’astensione.
Il primo quesito elimina l’obbligo dei comuni ad effettuare una gara pubblica per affidare la gestione degli acquedotti. Per prima cosa c’è un obbligo dell’Unione Europea che impone questo e quindi la vittoria del si non cambierebbe nulla. Seconda cosa, ma più grave, se venisse abolita la norma che impone la gara pubblica ciò implicherebbe che i politici possono affidare a trattativa privata, detto in altri termini, a chi vogliono loro senza controlli, gli acquedotti. E questo significa tutelare i cittadini?
Il secondo quesito riguarda l’indicazione in bolletta della remunerazione del capitale investito. Tolto questo obbligo il capitale non sarà retribuito? Certamente no, solamente che non sapremo nulla perché in bolletta non verrà indicato il capitale investito. I politici potranno fare ciò che vogliono senza fornire la minima informazione ai cittadini. Attualmente la remunerazione del capitale investito è del 7%, tolto questo obbligo chi impedisce che la remunerazione possa diventare del 20%? Tanto non viene indicato in bolletta! Abbiamo l’esperienza passata dei comuni indebitati con i derivati cosa impedirebbe che ricapiti? I soldi per riparare e costruire gli acquedotti devono essere presi da qualche parte e dato che i comuni non hanno soldi propri devono prenderli in prestito e non credo che in giro esistano molte banche che prestano denaro gratuitamente.
Il Tea Party invita gli uomini e le donne ad astenersi ai referendum sull’acqua se vogliono ridurre i poteri dei politici ed avere un maggior controllo del loro operato.
Per saperne di più:
Il banner del Tax Freedom day
giovedì 2 giugno 2011
Il primo Tea Party a Genova
Il primo Tea Party in Liguria. Uno degli eventi più attesi ed importanti del tour di Tea Party Italia. Un contesto prestigioso per discutere insieme di fisco ed invadenza dello stato. E per formulare proposte per un rilancio liberale del nostro paese, attraverso una concreta opera di pressione sulla politica.
Ospite:
- Davide Giacalone, opinionista di Libero, commentatore dell'emittente RTL 102.5
Interverranno:
- Adriano Teso, imprenditore
- Ettore Gromi, imprenditore, Coordinatore Tea Party Liguria
Modera il dibattito:
- Cristiano Bosco, giornalista
giovedì 16 giugno · 17.30 - 20.30
Hotel Star President
Corte Lambruschini, 4
Genova, Italy
Info:
Ettore Gromi
ettoregromi@gmail.com
Davide Sacco
sd.davide@libero.it
339 1027115
Luca Dore
luca_dore@hotmail.it
3479173503
Ospite:
- Davide Giacalone, opinionista di Libero, commentatore dell'emittente RTL 102.5
Interverranno:
- Adriano Teso, imprenditore
- Ettore Gromi, imprenditore, Coordinatore Tea Party Liguria
Modera il dibattito:
- Cristiano Bosco, giornalista
giovedì 16 giugno · 17.30 - 20.30
Hotel Star President
Corte Lambruschini, 4
Genova, Italy
Info:
Ettore Gromi
ettoregromi@gmail.com
Davide Sacco
sd.davide@libero.it
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Luca Dore
luca_dore@hotmail.it
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