sabato 24 settembre 2011

Arenaways: la compagnia ferroviaria che non si arrende, intervista a Giuseppe Arena

Se per un imprenditore essere competitivo e fare concorrenza non è mai facile in nessun settore, è quando ci si confronta con lo Stato e i suoi monopoli più o meno protetti, che anche solo stare sul mercato comincia a farsi veramente arduo. Il recente passato del nostro paese pullula di molti esempi in tal senso, ma alla fine i risultati si possono restringere a sole tre categorie: le imprese che sono state costrette ad uscire dal mercato, quelle che sono prosperate grazie a lobby politiche che le hanno aiutate e quelle che hanno sempre cercato di farcela da sole e continuano a lottare nonostante non abbiano appoggi.

La prima categoria comprende casi come Europa 7, l’emittente privata che pur avendo vinto negli anni ’90 la gara per l’assegnazione delle frequenze televisive davanti a Rete4, non è mai riuscita - grazie a veti politici - a trasmettere su scala nazionale. Un altro caso poco conosciuto è quello di Aexis Telecom, società - di cui fui uno dei primi abbonati - altamente concorrenziale, con 18mila lire al mese a fine anni ’90 consentiva di fare tutte le chiamate urbane più internet, ma Telecom Italia non gradì l’iniziativa, e la pressione fu tale che la vicenda trovò pochissimo spazio sui media e si può giustamente rubricare nei misteri economici d’Italia.

Le aziende che ce l’hanno fatta perché scese a patti con le lobby politiche non le citerò perché si conoscono e sono ben attive, invece di fare concorrenza hanno scelto di diventare monopoliste loro stesse, con l’aiuto determinante dello Stato, “drogando” interi settori economici nazionali come TV, stampa, automotive, ecc.

Nella terza categoria si colloca Arenaways, una delle pochissime società se non l’unica a tentare di fare concorrenza alle carrozze, o meglio al carrozzone di Trenitalia; fondata nel 2006 da Giuseppe Arena che ha avuto l’idea di inserirsi nel processo di liberalizzazione delle rete ferroviaria italiana (RFI) dopo una più che ventennale carriera in diversi ambiti del trasporto ferroviario con progetti in diversi paesi europei e una chiara vocazione all’innovazione.

Nel 2009 la società ottiene tutti i certificati necessari e vuole partire con un interessante circuito ad anello che avrebbe toccato Torino, Novara, Milano Novara, Vercelli, Santhià, Alessandria, Asti e Pavia. Dopo le prime difficoltà burocratiche il progetto è stato limitato alla tratta Torino-Milano, ma anche in questo modo gli uffici del ministero dei trasporti hanno dato parere negativo non permettendo di effettuare le fermate intermedie, incidendo così pesantemente sulle possibilità di stare sul mercato dell’azienda che secondo il rapporto avrebbe “compromesso l’equilibrio economico del contratto di servizio di Trenitalia”. Termini tecnici per un ossimoro: si deve liberalizzare, ma non si deve fare concorrenza a Trenitalia dove non vuole!

Arenaways è ora in esercizio provvisorio e ha dovuto portare i libri in tribunale, ma Giuseppe Arena non si arrende, il 6 ottobre aspetta la sentenza del ricorso al TAR: “nel frattempo continuiamo ad andare avanti con i treni turistici Autozug che collegano Alessandria e Trieste con le grandi città tedesche e permettono di portare l’auto al seguito”. L’ottimismo e l’attivismo di Arena si scontrano però con forti resistenze a mantenere lo status quo, l’ultimo attacco alla concorrenza sulle rotaie è arrivato in finanziaria, dove è stata inserita una norma che obbligherà tutti gli operatori privati del settore ferroviario ad applicare ai propri dipendenti il contratto collettivo delle Ferrovie dello Stato. Un altro modo per bloccare il processo di liberalizzazione del servizio, che ha suscitato le proteste di Catricalà e del gruppo di imprese ferroviarie private sia merci che passeggeri.

Cosa chiederebbe Giuseppe Arena per poter davvero aprire il mercato ferroviario? “innanzitutto gare regionali aperte, in modo da poter competere ad armi pari con il settore pubblico che ora sfrutta contratti di servizio con le regioni”; poi la cosa forse più interessante: “non fare niente!” meno interventi e regolamentazioni pubbliche ci sono e meglio si può lavorare, all’estero infatti le compagnie ferroviarie private sono ormai una realtà affermata come in Germania dopo sono oltre 300, in Austria sono una decina e molte esistono anche in Svizzera.
Una normativa da rivedere sarebbe l’art 59 della Legge 23 luglio 2009, che sostanzialmente consente all’URSF (Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari) di limitare i vettori privati se osano turbare l’equilibrio economico di contratti di servizio esistenti con Trenitalia.

Le reazioni dei pendolari come sono state? Dovrebbero essere la categoria più interessata a migliorare il servizio. “Devo dire che mi hanno in parte deluso, non ho avuto il sostegno che mi aspettavo ne manifestazioni di solidarietà”, forse molti si sono arresi ad avere un servizio mediocre e si limitano a protestare con le regioni. Regioni, che come il Piemonte sembrano indifferenti o impotenti a cambiare la situazione, come l’assessore ai trasporti Barbara Bonino che nell’ultimo tavolo con Arenaways non si è neppure presentata, ed è stranamente toccato al presidente della provincia di Torino Antonio Saitta prendere le parti della compagnia privata.

Dopo aver analizzato tutte queste traversie, si può capire quanto veramente soli siano gli imprenditori che in Italia vogliano fare il loro mestiere senza chiedere aiuti di stato, o umiliarsi a fare il “giro delle sette chiese” cioè dei partiti e delle lobby politiche.

Rossano R.

venerdì 23 settembre 2011

Lo Stato nel Terzo Millennio

Presentazione dell’edizione italiana del libro: "Lo Stato nel Terzo Millennio"
(IBL Libri 2011), presso la Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano in via San Paolo, 12 a Milano.

L'incontro introdotto da Massimo Ponzellini (Presidente, Banca Popolare di Milano) si svolgerà alla presenza di S.A.S. Hans-Adam II, Principe Regnante del Liechtenstein, autore del volume.
Coordinerà Alberto Mingardi (Direttore Generale, Istituto Bruno Leoni)

Quanto Stato ci serve, nel terzo millennio? L'autore di questo libro guarda al futuro dello Stato moderno da punti di vista diversi ma complementari: come capo di Stato, come politico, come imprenditore attivo in diversi continenti e come storico che ha studiato l'influenza della tecnologia militare, dei trasporti e dell'economia sul funzionamento dello Stato.

Lo Stato nel terzo millennio analizza le forze che hanno modellato la storia umana nel passato e ipotizza il ruolo che avranno nel prossimo futuro: le religioni, le ideologie, l'educazione, la tecnologia militare, il commercio e l'economia. L'Autore analizza inoltre i modi per rendere il tradizionale Stato liberal-democratico in cui viviamo più rispettoso della libertà degli individui e più efficiente. Ma come è possibile realizzare in tutto il mondo un nuovo e moderno Stato costituzionale e liberale? Alla base di questo cambiamento vi è innanzi tutto il modo di intendere i cittadini e lo Stato: i primi non devono più essere considerati come dei servitori dello Stato, mentre quest'ultimo deve essere trasformato in una sorta di impresa che eroga servizi, la quale deve unicamente soddisfare i propri clienti, i cittadini.



lunedì 26 settembre · 18.00 - 21.00

Sala delle Colonne - Banca Popolare di Milano
Via San Paolo 12
Milan, Italy
ACQUISTA IL LIBRO QUI: http://www.brunoleoni.it/e-commerce.aspx?ID=10637&level1=2220

☏ 02-36577325
✉ eventi@brunoleoni.org
IBL Fb official page:
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Twitter: @istbrunoleoni

TEA PARTY MEDE (PV)

venerdì 30 settembre · 20.30 - 23.30
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Luogo Piazza della Repubblica, Sala Pertini
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Creato da Matthew Drago, Giacomo Zucco, David Mazzerelli
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Per TEA PARTY ITALIA
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Maggiori informazioni Dopo Pavia stavolta ad ospitare il tour di Tea
Party Italia è lo storico borgo di Mede, nella Lomellina.
Una serata dibattito con molti ospiti e un tema importante:
"Federalismo, falsi miti e realtà".
Ospiti:
- DAVIDE GIACALONE, Giornalista RTL, Libero
- GIANCARLO PAGLIARINI, Ex Ministro, Unione Federalista
- GIACOMO ZUCCO, Portavoce Tea Party Italia
Presenta:
- Matthew Drago
Info:
Giacomo Zucco
giacomo.zucco@teapartyitalia.it

sabato 17 settembre 2011

Lo spreco continua... anche in provincia...

Riceviamo da Stefano Polastri, consigliere comunale a Piossasco, la seguente segnalazione. Anche nei piccoli comuni della provincia lo spreco continua e i cittadini pagano. Quello che colpisce è che il comune dall'aumento dell'IRPEF ha incassato ben 240.000 euro! Adesso per risparmiare di 7-8.000 euro elimina per un giorno alla settimana la mensa. Ci si chiede dove sono finiti i soldi. Ecco a voi la comunicazione completa del consigliere Polastri con ulteriori dettagli:

09/09/2011. IL MERCOLEDI' DEL PANINO E SENZA MENSA FINO AL 26 SETTEMBRE PER LE SCUOLE DI PIOSSASCO

Abbiamo appreso dagli organi di stampa (da La Stampa di venerdi 9 settembre) che l’Amministrazione Comunale ha deciso di non dare il servizio mensa per le prime due settimane di scuola e per tutti i mercoledì dell’intero anno scolastico.
E tutto questo darebbe un risparmio ridicolo di sette od ottomila euro come ha dichiarato il Sindaco, ma garantirebbe il servizio per il prossimo anno.
E’ ovvio che siamo dalla parte dei genitori che stanno protestando per tale decisione e siamo disponibili a fornire ogni supporto per le loro iniziative.
Siamo con loro quando dicono che si potrebbe tagliare da altre parti tipo certi servizi “Kulturali”, lodevoli certamente ma che vengono dopo altri servizi come la mensa scolastica al servizio delle fasce più deboli.
A cosa sono serviti i 240mila euro di aumento dell’Irpef contro il quale avevo convintamente votato NO proprio perché non ne veniva specificata la destinazione!!
Come sempre si giustifica tale scelta con i tagli fatti dal Governo ai bilanci comunali.
Confutiamo decisamente tale affermazione e dimostriamo anche il perché: l’amministrazione alcuni mesi fa ha assunto una delibera con la quale si è presa in carico debiti e crediti della Beinasco Servizi (delibera del 23/06/2011) alla quale era stato delegato il servizio mensa (chissà poi perché?! se il risultato è questo!).
Il debito era di 73mila euro nei confronti della ditta Camst ( e già la Lega delle Cooperative non deve aspettare i soldi!) ed i crediti erano di 129mila euro nei confronti degli utenti morosi; quindi con un delta di 56mila euro che se fossero stati  incassati  anche solo per un settimo coprirebbero tranquillamente quei 7-8 mila  che mancherebbero per dare il servizio per l’intero anno scolastico.
Questa è la dimostrazione che questa Amministrazione non sa amministrare e deve essere mandata a casa!

venerdì 16 settembre 2011

Il soccorso ai poveri

È interessante osservare che, allo zenit del laissez faire, ossia nella seconda metà del diciannovesimo secolo, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti nacque una incredibile quantità e varietà di organizzazioni e istituzioni impegnate nella beneficenza e nell’assistenza agli indigenti. Tra i costi che abbiamo dovuto pagare per l’espansione delle attività assistenziali dello Stato, uno dei più gravi è stato il corrispettivo declino delle attività assistenziali private.

Milton Friedman, Capitalismo e libertà

martedì 13 settembre 2011

Lo spreco continua

Riceviamo questa comunicazione dal consigliere di Circoscrizione Tommaso Segre che ci segnala come nonostante i debiti, il Comune di Torino continui a buttare soldi nelle iniziative più inutili. Per le feste i soldi ci sono sempre! Nidi e strade vengono dopo. Eccovi la comunicazione:

"Il 12 settembre 2011 si è riunito il Consiglio di Circoscrizione delle Circoscrizione 4 ( Campidoglio, Parella, San Donato). Fra gli ordini del giorno era presente la richiesta di contributo alla Circoscrizione, da parte dell'Associazione Commerciale Cibrario, per lo svolgimento dell'iniziativa "Finisce l'Estate inizia la festa" ( volgarmente detta festa di via), che si svolgerà il 25 settembre 2011. Il contributo richiesto era di euro 3000, a fronte di un preventivo totale di euro 24000. I voti favorevoli sono stati 15, gli astenuti 3, i contrari 1 ( il sottoscritto).
Possono essere 3000 euro, come 1, come 100000, ma o passa il principio che i soldi pubblici si spendono solo per i servizi essenziali (in cui, inutile dirlo, non rientrano le feste di via) o diventa inutile parlare del debito pubblico, tanto rimarrà un problema irrisolto"

Da notare l'unico voto contrario...

venerdì 9 settembre 2011

Libertà per Julija Tymoshenko. Italia ed UE difendano la Democrazia in Ucraina ed Europa.

Segnaliamo l'iniziativa de "Il Legno Storto" in favore di Julija Tymoshenko sottoposta ad un processo politico perché leader dell'opposizione democratica Ucraina.
Per approfondire l'articolo de "Il legno Storto": http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=32780

Per aderire alla petizione è sufficiente inviare una mail con nome, cognome e professione a tymoshenkolibera@gmail.com