Vi segnaliamo questo importante evento dell'Istituto Bruno Leoni che si
terrà a Torino il 12 maggio alle ore 18,00 Sala dei Mappamondi, Accademia delle Scienze di Torino, via Accademie delle Scienze, 6. Si tratta del VII edizione del Discorso
Bruno Leoni. Quest'anno parteciperà Yang Jisheng, con una relazione su
"La grande carestia cinese (1958-1962): cronaca di un'economia
pianificata"
domenica 4 maggio 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
Piccolo Manuale della Libertà
Per scaricarlo bisogna registrarsi al sito e pagare tramite Paypal. Una volta andato a buon fine il pagamento nella stessa pagina sarà possibile fare il download. Per ogni copia un euro andrà al Tea Party Italia!
Il Link da cui scaricare:
http://www.leolibri.it/content/piccolo-manuale-della-libert%C3%A0
Una breve presentazione:
Questo
libro è un esempio di divulgazione che riesce a tenere insieme
approfondimento, rigore, semplicità e concretezza. L’autore non si tira
indietro, da una parte, rispetto a tematiche economiche ed etiche
complesse, usando dall’altra sempre esempi quotidiani, concreti,
comprensibili a tutti, in molti casi anche estremamente divertenti e
leggeri.
Il
primo impatto del lettore con le tematiche della libertà economica, del
mercato, della concorrenza, dell’importanza dei diritti di proprietà, è
quanto di più “soft” e meno traumatico si possa immaginare: l’autore fa
iniziare infatti questo viaggio con un excursus tra “favole moderne”:
film per famiglie, serie tv di culto, addirittura cartoni animati. Come
spiega lui stesso: “Non c’è nessuna forma di snobismo alla rovescia, ma
solo un’osservazione pratica. Per quanto si possa fare alta teoria,
liberalismo e libertarismo sono dottrine dettate dal buon senso. Alla
fine trovano la loro vera ragion d’essere nella realtà. E la realtà la
capiscono tutti, come un film di Bud Spencer e Terence Hill.”
lunedì 15 aprile 2013
VIDEO EVENTO NOVARESE ANTI TASSE...
di Tea Party Piemonte
Come tutti voi ben sapete, il 15 Marzo 2013 si è tenuto a Novara all'Hotel Parmigiano in Via dei Cattaneo 4, un evento anti tasse organizzato dal Tea Party Italia. Ospiti dell'incontro erano Leonardo Facco e Giacomo Zucco. Gabriele Barello ha moderato l'evento. Di seguito sono postati i link delle 4 parti dell'incontro:
mercoledì 13 marzo 2013
IL TEA PARTY ORGANIZZA A NOVARA UN EVENTO ANTI TASSE
di Tea Party Piemonte
Ebbene si… è la prima volta che il TEA PARTY ITALIA, famoso movimento anti tasse nostrano, organizza un evento a Novara, cittadina di 100.000 abitanti a circa 60 km da Milano. Dopo mesi e mesi di preparativi, annunci e smentite, finalmente venerdì 15 marzo 2013 alle ore 18 all’Hotel Parmigiano in Via dei Cattaneo 4, avrà inizio quello che si preavvisa un evento che attirà parecchi curiosi ed adetti stampa. L’organizzatore dell’evento è Gabriele Barello, giovane ragazzo novarese e studioso di economia.
Gli ospiti dell’evento saranno il noto editore e scrittore Leonardo Facco, diventato famoso per aver scritto libri provocanti e dai titoli molto forti come, "Elogio dell’Evasore Fiscale", e l’autobiografia non autorizzata di Umberto Bossi intitolata "Umberto Magno – storia dell’imperatore della Padania", e Giacomo Zucco portavoce nazionale del movimento Tea Party Italia, diventato anch’egli famoso per numerose retate televisive tra le quali l’ultima famosa con l’ex premier Monti, un video visto su YouTube da decine di miliaia di persone.
Ad introdurre l’evento sarà Giulia Bonaudi, segretaria del Tea Party Piemonte ed ex coordinatrice regionale, mentre a fare da presentatore e moderatore, ci sarà Gabriele Barello. Per ulteriori informazioni basta contattare Gabriele Barello al 3315217769 oppure andare direttamente sulla pagina dell’evento al seguente link http://www.facebook.com/#!/events/495668983816924/
Vi aspettiamo numerosi!!
domenica 20 gennaio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
L'AUTOMOBILE... QUESTA SCONOSCIUTA
di Gabriele Barello
Italia paese di santi, poeti e… automobilisti! Secondo gli ultimi dati ISTAT, i veicoli circolanti nel nostro paese sono oltre 37 milioni (37.138.990), 608 circa ogni mille abitanti, 2,1 per famiglia. Pochi altri paesi detengono un simile record.
Le ragioni di tali numeri sono da ricercare in vari campi. Primo fra tutti la scarsità dei mezzi pubblici poco puntuali e dal servizio scarso. E la monopolizzazione di essi da parte dello Stato di certo non aiuta. E poi agli italiani piace muoversi con i mezzi propri, anche per brevi spostamenti… sarà un vizio? Una virtù? Lascio a voi l’ardua sentenza. Fatto sta che nonostante l’auto sia molto usata, e che il nostro paese sia sede delle case automobilistiche che tutto il mondo ci invidia (Ferrari e Pagani in testa…), essa non sia molto gradita ed i suoi problemi non hanno molto eco, ne pratico e ne mediatico. Pure il governo Monti ci ha messo lo zampino, o meglio i governi.
Infatti è dal lontano 2004 che si sono introdotti i primi aumenti di bollo ed accise sui carburanti. Ora, che Roma abbia sempre visto nel cittadino e nell’automobilista italiano un bancomat è ormai risaputo, ma è incredibile come il Governo tecnico del signor Mario Monti abbia battuto ogni record di prelievo, come risulta dall’escalation di provvedimenti pronta-cassa approvati dall’autunno del 2011 ad oggi. Non solo… ma il Governo degli intelligentoni bocconiani, ha pure sbagliato a fare i calcoli, e non di poco. Ad esempio pare che alla Bocconi non abbiano insegnato che un certo signor Arthur Laffer, ideò alla fine degli anni ‘70 una curva che descriveva la stretta relazione tra entrate fiscali ed evasione ed elusione fiscale. Egli dimostrò in pratica, che all’aumentare dell'aliquota le entrate fiscali aumentano fino ad arrivare al punto massimo, individuato nel punto di massimo della curva stessa (detto indebitamente "Is no going back", letteralmente "Punto di non ritorno"), oltre il quale ogni aumento dell'entrata fiscale porta una diminuzione delle entrate incentivando l'evasione e l'elusione. Dato che sappiamo in che paese ci troviamo, (e ci pare inutile ripeterlo), ciò che sta avvenendo all’auto ha del surreale. Basti pensare che l’auto ed il suo indotto contribuiscono per quasi il 19% (18,6%…), del gettito fiscale nazionale e fatturano oltre l’11,4% del PIL. Ebbene in nessun altro paese europeo si arriva a tali record di tassazione sull’automobile.
In Francia a titolo di esempio è solo del 5-6% scarso. In Germania il 3,5%, Slovenia 4,1%, Romania 5,5%, Bulgaria 8%, Svizzera 9% ecc… insomma da qualunque parte la si voglia mettere, il nostro 19% è ben lontano di almeno il 10% al confronto con la Svizzera. In alcuni di essi manco esiste il bollo auto (Romania, e Bulgaria tra quelli citati). In Slovenia ad esempio, si paga solo al momento dell’acquisto e di un importo davvero ridicolo (150 euro fissi). Si ma loro non hanno l’IPT però. E non hanno le accise ladre che abbiamo noi. Insomma reggere una competizione in campo fiscale, da parte dell’Italia con gli altri paesi è davvero impossibile. E poi si lamentano e si chiedono perché tutti fuggono all’estero, o immatricolano le auto con targhe straniere.
Insomma pare che l’idea di continuare a tassare, faccia piacere a chi occupa (abusivamente) Palazzo Chigi. Luigi Einaudi, forse uno degli ultimi veri liberali italiani disse: "qualunque imbecille sarebbe in grado di alzare le tasse, piuttosto che tagliare la spesa pubblica". Ecco abbiamo capito come definire Monti. A dimostrazione che Laffer in fondo aveva ragione, basta confrontare il gettito delle neo tasse Montiane. Grazie al superbollo auto si doveva in "teoria", riscuotere qualcosa come 125 milioni di euro in 6 mesi. Invece ne sono stati incassati solamente 54 milioni scarsi, cioè non ha manco superato il 45% del totale previsto. E questo è solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare. Al professore l’auto non è proprio andata a genio già dal lontano 2002, anno del famoso regolamento CE n. 1.400/2002 della Commissione Europea che sanciva e riordinava la vendita e l’assistenza del settore automobilistico, introducendo il "multimarca": la famosa "direttiva Monti". Multimarca che agli imprenditori, concessionari ed investitori non è mai andato giù. Da quel momento è stato tutto in salita (di tasse). Col governo Berlusconi prima, quello Prodi dopo, quello Berlusconi dopo ancora ed infine il governo Monti, l’auto è stata letteralmente bersagliata di accise, IPT, bolli, passaggi di proprietà ecc… arrivando a detenere un triste primato, l’ennesimo a dire il vero: quello sulla più alta tassazione europea (forse mondiale) sull’auto. Ma pare non bastare ancora…
Se un vecchio e saggio detto affermava, "Errare umanum est, perseverare diabolicum", a loro di sicuro è piaciuto… perseverare. Dopo tutti i dati negativi comunicati da vari enti, agenzie di stampa e riviste specializzate, sul mondo dell’auto che vedevano il dato principale individuato nel –25% di immatricolazioni in meno a Settembre 2012 rispetto allo stesso mese del 2011, la risposta del governo tecnico non si è fatta attendere. Un’altra… tassa! Mese che passa, tassa che scopri. Questa volta è toccato al ministro per l’ambiente Corrado Clini a lanciare la palla (pardon tassa). Illustrando la sua "strategia in cinque punti per lo sviluppo sostenibile dell’Italia", scorrendo nella lettura ecco che spunta la tassa puntuale come un orologio svizzero. Si legge testualmente: "… anche con l’eventuale introduzione di un pedaggio di circolazione nelle autostrade e nelle strade statali per autoveicoli, autobus e camion differenziato in relazione alle emissioni specifiche di CO2/km (Eurovignette)". Tale probabile ennesima gabella servirebbe (ecco che spunta la scusa benevola per la sua applicazione), a finanziare gli incentivi per le auto elettriche e lo sviluppo di neo biocarburanti più sostenibili. Come sempre i pruriti ecologisti di pochi, sono sempre a spese di tutti, magari anche ai danni di chi non gli interessa (vedere lo scandalo sugli incentivi all’energia solare per capire). Se vogliono farci pagare pure le bollette mensili dei possessori di auto elettriche, ci facciano un fischio. Stranamente non si fa menzione alcuna per scooter (i più inquinanti tra l’altro perché essendo a due tempi, funzionanti a miscela di combustibile) e motocicli… chissà il perché. Solo se si è possessori di 4 ruote si è potenziali criminali dell’atmosfera.
Ora, che cosa tutto questo voglia dire, non è dato capire. Fatta salva, naturalmente, l’intenzione di costringere già gli ultraspennati automobilisti a mettere nuovamente mano al portafoglio per potersi garantire il sacrosanto diritto di circolare con il proprio veicolo anche sulle strade statali (come se non si pagassero già a sufficienza). Come verrà calcolata poi, tale ennesima tassa in relazione ai pedaggi autostradali ad esempio, già molto cari? Insomma l’ennesimo delirio. Appena saputa la notizia, non si è fatta attendere la risposta decisamente incavolata, degli operatori del settore. Loris Casadei, presidente aggiunto di Porsche Italia ex presidente Unrae afferma: "Oggi in Italia sperare di vendere un’auto un po’ più sportiva, è un’impresa suicida. Porsche a malapena sopravvive grazie ai costi non esagerati dell’usato ed alle potenze non troppo elevate. Noi lanciamo un monito ben chiaro… se il governo introdurrà questa ennesima tassa, che sappiamo benissimo che colpirà le sportive che emettono più CO2, le soluzione sono due: o si accolla lo stato il suo costo, oppure ritiriamo i nostri investimenti, modelli e concessionarie dal paese. Impossibile sostenere ulteriori tasse in un periodo di recessione e crisi simile. Questo governo sta facendo follie e presto se ne pentirà e dovrà tornare presto sui suoi passi…". Diciamo che è stato sufficientemente chiaro. Sulla stessa linea negativa appare, Giacomo Mori presidente di AlixPartners: "La macchina è ormai vista da molti in maniera negativa: grazie ai media nazionali è sempre vista come lusso o mezzo superfluo, anche per questo i suoi problemi non hanno eco".
Ed inoltre ne vogliamo parlare dei posti di lavoro che l’auto ha creato nella sua lunga storia? Solo la Volkswagen ne ha creati più di 100.000 negli ultimi 5 anni… e senza sovvenzioni statali di alcun tipo, tra l’altro essendo l’unico gruppo automobilistico in Europa ad aver aumentato gli utili e le vendite a dismisura, e tutto ciò è pure valso un premio ai dipendenti in busta paga. Quindi l'auto è un beneficio per tutti, mettiamoci l’anima in pace e smettiamola di perseguitarla assieme a chi la usa. Insomma in tutto sto "trambusto", ci viene da chiedere se i professori abbiano bene in chiaro come rilanciare l’auto. Per ora pare abbiano bene in mente solo come… distruggerla.
Le ragioni di tali numeri sono da ricercare in vari campi. Primo fra tutti la scarsità dei mezzi pubblici poco puntuali e dal servizio scarso. E la monopolizzazione di essi da parte dello Stato di certo non aiuta. E poi agli italiani piace muoversi con i mezzi propri, anche per brevi spostamenti… sarà un vizio? Una virtù? Lascio a voi l’ardua sentenza. Fatto sta che nonostante l’auto sia molto usata, e che il nostro paese sia sede delle case automobilistiche che tutto il mondo ci invidia (Ferrari e Pagani in testa…), essa non sia molto gradita ed i suoi problemi non hanno molto eco, ne pratico e ne mediatico. Pure il governo Monti ci ha messo lo zampino, o meglio i governi.
Infatti è dal lontano 2004 che si sono introdotti i primi aumenti di bollo ed accise sui carburanti. Ora, che Roma abbia sempre visto nel cittadino e nell’automobilista italiano un bancomat è ormai risaputo, ma è incredibile come il Governo tecnico del signor Mario Monti abbia battuto ogni record di prelievo, come risulta dall’escalation di provvedimenti pronta-cassa approvati dall’autunno del 2011 ad oggi. Non solo… ma il Governo degli intelligentoni bocconiani, ha pure sbagliato a fare i calcoli, e non di poco. Ad esempio pare che alla Bocconi non abbiano insegnato che un certo signor Arthur Laffer, ideò alla fine degli anni ‘70 una curva che descriveva la stretta relazione tra entrate fiscali ed evasione ed elusione fiscale. Egli dimostrò in pratica, che all’aumentare dell'aliquota le entrate fiscali aumentano fino ad arrivare al punto massimo, individuato nel punto di massimo della curva stessa (detto indebitamente "Is no going back", letteralmente "Punto di non ritorno"), oltre il quale ogni aumento dell'entrata fiscale porta una diminuzione delle entrate incentivando l'evasione e l'elusione. Dato che sappiamo in che paese ci troviamo, (e ci pare inutile ripeterlo), ciò che sta avvenendo all’auto ha del surreale. Basti pensare che l’auto ed il suo indotto contribuiscono per quasi il 19% (18,6%…), del gettito fiscale nazionale e fatturano oltre l’11,4% del PIL. Ebbene in nessun altro paese europeo si arriva a tali record di tassazione sull’automobile.
In Francia a titolo di esempio è solo del 5-6% scarso. In Germania il 3,5%, Slovenia 4,1%, Romania 5,5%, Bulgaria 8%, Svizzera 9% ecc… insomma da qualunque parte la si voglia mettere, il nostro 19% è ben lontano di almeno il 10% al confronto con la Svizzera. In alcuni di essi manco esiste il bollo auto (Romania, e Bulgaria tra quelli citati). In Slovenia ad esempio, si paga solo al momento dell’acquisto e di un importo davvero ridicolo (150 euro fissi). Si ma loro non hanno l’IPT però. E non hanno le accise ladre che abbiamo noi. Insomma reggere una competizione in campo fiscale, da parte dell’Italia con gli altri paesi è davvero impossibile. E poi si lamentano e si chiedono perché tutti fuggono all’estero, o immatricolano le auto con targhe straniere.
Insomma pare che l’idea di continuare a tassare, faccia piacere a chi occupa (abusivamente) Palazzo Chigi. Luigi Einaudi, forse uno degli ultimi veri liberali italiani disse: "qualunque imbecille sarebbe in grado di alzare le tasse, piuttosto che tagliare la spesa pubblica". Ecco abbiamo capito come definire Monti. A dimostrazione che Laffer in fondo aveva ragione, basta confrontare il gettito delle neo tasse Montiane. Grazie al superbollo auto si doveva in "teoria", riscuotere qualcosa come 125 milioni di euro in 6 mesi. Invece ne sono stati incassati solamente 54 milioni scarsi, cioè non ha manco superato il 45% del totale previsto. E questo è solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare. Al professore l’auto non è proprio andata a genio già dal lontano 2002, anno del famoso regolamento CE n. 1.400/2002 della Commissione Europea che sanciva e riordinava la vendita e l’assistenza del settore automobilistico, introducendo il "multimarca": la famosa "direttiva Monti". Multimarca che agli imprenditori, concessionari ed investitori non è mai andato giù. Da quel momento è stato tutto in salita (di tasse). Col governo Berlusconi prima, quello Prodi dopo, quello Berlusconi dopo ancora ed infine il governo Monti, l’auto è stata letteralmente bersagliata di accise, IPT, bolli, passaggi di proprietà ecc… arrivando a detenere un triste primato, l’ennesimo a dire il vero: quello sulla più alta tassazione europea (forse mondiale) sull’auto. Ma pare non bastare ancora…
Se un vecchio e saggio detto affermava, "Errare umanum est, perseverare diabolicum", a loro di sicuro è piaciuto… perseverare. Dopo tutti i dati negativi comunicati da vari enti, agenzie di stampa e riviste specializzate, sul mondo dell’auto che vedevano il dato principale individuato nel –25% di immatricolazioni in meno a Settembre 2012 rispetto allo stesso mese del 2011, la risposta del governo tecnico non si è fatta attendere. Un’altra… tassa! Mese che passa, tassa che scopri. Questa volta è toccato al ministro per l’ambiente Corrado Clini a lanciare la palla (pardon tassa). Illustrando la sua "strategia in cinque punti per lo sviluppo sostenibile dell’Italia", scorrendo nella lettura ecco che spunta la tassa puntuale come un orologio svizzero. Si legge testualmente: "… anche con l’eventuale introduzione di un pedaggio di circolazione nelle autostrade e nelle strade statali per autoveicoli, autobus e camion differenziato in relazione alle emissioni specifiche di CO2/km (Eurovignette)". Tale probabile ennesima gabella servirebbe (ecco che spunta la scusa benevola per la sua applicazione), a finanziare gli incentivi per le auto elettriche e lo sviluppo di neo biocarburanti più sostenibili. Come sempre i pruriti ecologisti di pochi, sono sempre a spese di tutti, magari anche ai danni di chi non gli interessa (vedere lo scandalo sugli incentivi all’energia solare per capire). Se vogliono farci pagare pure le bollette mensili dei possessori di auto elettriche, ci facciano un fischio. Stranamente non si fa menzione alcuna per scooter (i più inquinanti tra l’altro perché essendo a due tempi, funzionanti a miscela di combustibile) e motocicli… chissà il perché. Solo se si è possessori di 4 ruote si è potenziali criminali dell’atmosfera.
Ora, che cosa tutto questo voglia dire, non è dato capire. Fatta salva, naturalmente, l’intenzione di costringere già gli ultraspennati automobilisti a mettere nuovamente mano al portafoglio per potersi garantire il sacrosanto diritto di circolare con il proprio veicolo anche sulle strade statali (come se non si pagassero già a sufficienza). Come verrà calcolata poi, tale ennesima tassa in relazione ai pedaggi autostradali ad esempio, già molto cari? Insomma l’ennesimo delirio. Appena saputa la notizia, non si è fatta attendere la risposta decisamente incavolata, degli operatori del settore. Loris Casadei, presidente aggiunto di Porsche Italia ex presidente Unrae afferma: "Oggi in Italia sperare di vendere un’auto un po’ più sportiva, è un’impresa suicida. Porsche a malapena sopravvive grazie ai costi non esagerati dell’usato ed alle potenze non troppo elevate. Noi lanciamo un monito ben chiaro… se il governo introdurrà questa ennesima tassa, che sappiamo benissimo che colpirà le sportive che emettono più CO2, le soluzione sono due: o si accolla lo stato il suo costo, oppure ritiriamo i nostri investimenti, modelli e concessionarie dal paese. Impossibile sostenere ulteriori tasse in un periodo di recessione e crisi simile. Questo governo sta facendo follie e presto se ne pentirà e dovrà tornare presto sui suoi passi…". Diciamo che è stato sufficientemente chiaro. Sulla stessa linea negativa appare, Giacomo Mori presidente di AlixPartners: "La macchina è ormai vista da molti in maniera negativa: grazie ai media nazionali è sempre vista come lusso o mezzo superfluo, anche per questo i suoi problemi non hanno eco".
Ed inoltre ne vogliamo parlare dei posti di lavoro che l’auto ha creato nella sua lunga storia? Solo la Volkswagen ne ha creati più di 100.000 negli ultimi 5 anni… e senza sovvenzioni statali di alcun tipo, tra l’altro essendo l’unico gruppo automobilistico in Europa ad aver aumentato gli utili e le vendite a dismisura, e tutto ciò è pure valso un premio ai dipendenti in busta paga. Quindi l'auto è un beneficio per tutti, mettiamoci l’anima in pace e smettiamola di perseguitarla assieme a chi la usa. Insomma in tutto sto "trambusto", ci viene da chiedere se i professori abbiano bene in chiaro come rilanciare l’auto. Per ora pare abbiano bene in mente solo come… distruggerla.
giovedì 3 gennaio 2013
Nuovo blog Tea Party
La famiglia dei siti Internet del Tea Party Italia si allarga con il nuovo blog del coordinamento regionale dell'Abruzzo guidato dal bravissimo Andrea Fiamma. Ecco a voi l'indirizzo del nuovo blog:
http://teapartyabruzzo.blogspot.it/
Benvenuto Abruzzo! Un saluto dal Piemonte.
http://teapartyabruzzo.blogspot.it/
Benvenuto Abruzzo! Un saluto dal Piemonte.
lunedì 24 dicembre 2012
domenica 2 dicembre 2012
venerdì 21 settembre 2012
Aforisma Einaudi
V'era bisogno di un bollo statale per accreditare i giovani usciti dalla bottega di Giotto o di Michelangelo?
Luigi Einaudi
Luigi Einaudi
lunedì 27 agosto 2012
Nuovo blog di area Tea Party Italia
Ci fa piacere segnalare un nuovo blog redatto da un giovane teapartygiano della provincia di Brescia. La famiglia del Tea Party Italia continua ad allargarsi. Buona lettura:
http://noisefromteaparty.blogspot.it/
http://noisefromteaparty.blogspot.it/
sabato 25 agosto 2012
Ritorno al reale
L’economia… e la crisi, in quattro lezioni
1° Lezione
SABATO 6 OTTOBRE, ore 15.00
La crisi del Welfare State e dello Stato
imprenditore alla luce della Dottrina
Sociale della Chiesa.
Docente: Maurizio Milano
2° Lezione
MERCOLEDI’ 10 OTTOBRE, ore 21.00
La moneta e le banche: la radice di tutti i
mali?
Docente: Marco Bolettino
3° Lezione
MERCOLEDI’ 17 OTTOBRE, ore 21.00
La crisi del 2008: è colpa del mercato?
Docente: Marco Bolettino
4° Lezione
SABATO 20 OTTOBRE, ore 15.00
Dalla teoria alla pratica La crisi
dell’euro e dei debiti sovrani
Tavola Rotonda
Marco Bolettino
Maurizio Milano
Moderatore: Gianni Milano
Le lezioni si svolgeranno in Rivarolo
I docenti
Maurizio Milano, laureato in economia presso l’Università di Torino – presso cui è stato professore a contratto – è responsabile dell’analisi tecnica dei mercati finanziari per il Gruppo Banca Sella. Sue interviste compaiono su Borsa&Finanza, Il Sole24Ore, Class-Cnbc, Radio Rai1. È giornalista pubblicista, docente e membro del direttivo della SIAT (associazione di categoria degli analisti tecnici italiani). È liaison per l’Italia dell'IFTA (International Federation of Technical Analysis), la federazione mondiale che raggruppa 31 associazioni di analisi tecnica in tutto il mondo, in cui è stato membro del direttivo internazionale. Milita in Alleanza Cattolica dal 1984.
Marco Bolettino, laureato in ingegneria gestionale presso il Politecnico di Torino, presidente dell’associazione Von Mises Italia, collabora con il Centro Einaudi di Torino pubblicando articoli sulla rivista on line Agenda Liberale
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lunedì 25 giugno 2012
Aforisma di Gionata Pacor
Ho riflettuto a lungo e ho capito che tra me ed uno statalista non c'è nessuna differenza: io sono contrario alle tasse, quindi in fondo voglio solo tenermi i miei soldi. Ebbene, anche lo statalista vuole tenersi i miei soldi. (Gionata Pacor)
domenica 24 giugno 2012
Quanto manca al XXI secolo?
di Alessandro Malgaroli
Iniziamo con un articolo.
No, la clava no, ma il ministro Severino semplicemente dimostra di essere un personaggio perfettamente inquadrato nel suo tempo, il XX secolo, e di non avere chiaro quello che potrebbe essere veramente la rivoluzione per entrare nel XXI.
Continuiamo a pensare che per risolvere certe situazioni servano "i valori" e "l'educazione". No, non ci siamo proprio. Non abbiamo proprio capito che il XX secolo è passato, non abbiamo proprio presente che questa "idea di Stato" che ancora troppi portano avanti è proprio sbagliata.
Non è la società che si sta disgregando, è semplicemente le persone sono tante, troppe, multiformi, complicate, ma soprattutto tutte differenti le une dalle altre, e qualunque idea che cerchi di ricondurle sotto uno stesso ombrello finisce comunque per avere accenni totalitari.
Non si tratta di avere i partiti che fanno da cuscinetto e da mediatore tra la società e la legislazione, si tratta proprio della legislazione, che impostata com'è, ancorata al modello di Stato nato post Rivoluzione Francese, vive semplicemente sulla prevaricazione della maggioranza sulle minoranze. Un'idea di Stato che considera l'esistenza di un solo popolo e non di milioni di cittadini. Un popolo che deve essere uniforme, intruppato, condividere le idee delle élite che si (auto)eleggono a guida e protettore di questo fantomatico Popolo. Un'idea che è para-religiosa perchè il solo metterla in discussione scatena reazioni inconsulte quasi simili ad avere bestemmiato in chiesa.
Eppure non ci si rende conto che per come si sta evolvendo la società (e a mio vedere non è necessariamente un male) non è una questione di "egoismi", ma semplicemente si sta dimostrando che non ci si può ricondurre tutti all'uguaglianza perchè ogni persona è unica, singola, irripetibile, inimitabile. Vuol dire forse che deve vivere da solo? No, non sto dicendo questo, vuol solo dire che ognuno di noi ha diritto allo stesso rispetto di tutti gli altri, salvo poche, pochissime cose (non uccidere, non rubare, ...) le scelte di ognuno devono essere rispettate. Possono non essere comprese, possono non essere capite, possono essere offensive, disturbanti, banali, noiose, tristi, allegre, quello che si vuole, ma fino a quando le scelte di altri non impediscono a me di prendere in (quasi) assoluta libertà o autonomia le mie (anche sbagliando), vanno lasciate dove sono.
Continuiamo a pensare che esista un unico Popolo, continuiamo a volere il bene del Popolo, ma continuiamo a dimenticarci cose che la Storia ci ha già insegnato:
... Alcuni erano pazzi scatenati come Swing, con la sua stessa visione del mondo rigida e irreale, che si proclamavano di essere dalla parte di quello che chiamavano "Il Popolo". Vimes aveva passato la vita nelle strade ed aveva incontrato persone per bene, pazzi, persone che avrebbero rubato le monetine a mendicanti ciechi, gente che faceva quotidianamente miracoli silenzioni o crimini disperati dietro le sporche finestre di piccole casupole. Ma non aveva mai incontrato "Il Popolo".
[Terry Pratchett, Night Watch]
Iniziamo con un articolo.
No, la clava no, ma il ministro Severino semplicemente dimostra di essere un personaggio perfettamente inquadrato nel suo tempo, il XX secolo, e di non avere chiaro quello che potrebbe essere veramente la rivoluzione per entrare nel XXI.
Continuiamo a pensare che per risolvere certe situazioni servano "i valori" e "l'educazione". No, non ci siamo proprio. Non abbiamo proprio capito che il XX secolo è passato, non abbiamo proprio presente che questa "idea di Stato" che ancora troppi portano avanti è proprio sbagliata.
Non è la società che si sta disgregando, è semplicemente le persone sono tante, troppe, multiformi, complicate, ma soprattutto tutte differenti le une dalle altre, e qualunque idea che cerchi di ricondurle sotto uno stesso ombrello finisce comunque per avere accenni totalitari.
Non si tratta di avere i partiti che fanno da cuscinetto e da mediatore tra la società e la legislazione, si tratta proprio della legislazione, che impostata com'è, ancorata al modello di Stato nato post Rivoluzione Francese, vive semplicemente sulla prevaricazione della maggioranza sulle minoranze. Un'idea di Stato che considera l'esistenza di un solo popolo e non di milioni di cittadini. Un popolo che deve essere uniforme, intruppato, condividere le idee delle élite che si (auto)eleggono a guida e protettore di questo fantomatico Popolo. Un'idea che è para-religiosa perchè il solo metterla in discussione scatena reazioni inconsulte quasi simili ad avere bestemmiato in chiesa.
Eppure non ci si rende conto che per come si sta evolvendo la società (e a mio vedere non è necessariamente un male) non è una questione di "egoismi", ma semplicemente si sta dimostrando che non ci si può ricondurre tutti all'uguaglianza perchè ogni persona è unica, singola, irripetibile, inimitabile. Vuol dire forse che deve vivere da solo? No, non sto dicendo questo, vuol solo dire che ognuno di noi ha diritto allo stesso rispetto di tutti gli altri, salvo poche, pochissime cose (non uccidere, non rubare, ...) le scelte di ognuno devono essere rispettate. Possono non essere comprese, possono non essere capite, possono essere offensive, disturbanti, banali, noiose, tristi, allegre, quello che si vuole, ma fino a quando le scelte di altri non impediscono a me di prendere in (quasi) assoluta libertà o autonomia le mie (anche sbagliando), vanno lasciate dove sono.
Continuiamo a pensare che esista un unico Popolo, continuiamo a volere il bene del Popolo, ma continuiamo a dimenticarci cose che la Storia ci ha già insegnato:
... Alcuni erano pazzi scatenati come Swing, con la sua stessa visione del mondo rigida e irreale, che si proclamavano di essere dalla parte di quello che chiamavano "Il Popolo". Vimes aveva passato la vita nelle strade ed aveva incontrato persone per bene, pazzi, persone che avrebbero rubato le monetine a mendicanti ciechi, gente che faceva quotidianamente miracoli silenzioni o crimini disperati dietro le sporche finestre di piccole casupole. Ma non aveva mai incontrato "Il Popolo".
[Terry Pratchett, Night Watch]
Evento da non perdere: Giacomo Zucco a Moncalieri
Il gruppo del Tea Party Piemonte ha il piacere di comunicarvi che all'interno dell'inziativa di Noise From Amerika che si terrà a Moncalieri il prossimo 30 giugno ci sarà la partecipazione di Giacomo Zucco, portavoce nazionale del Tea Party Italia. Non possiamo non invitarvi a partecipare.
Qui sotto il link con i dettagli della manifestazione:
http://noisefromamerika.org/articolo/giornate-nfa-2012-programma
Giacomo Zucco parteciperà alla tavola rotonda alle 16.30
http://noisefromamerika.org/articolo/giornate-nfa-2012-programma
Giacomo Zucco parteciperà alla tavola rotonda alle 16.30
martedì 12 giugno 2012
L'Italia muore di tasse
Sabato 16.00 giugno, dalle ore 14.00 in Campo S.Geremia a Venezia (500 mt a sinistra del Piazzale della Stazione Centrale Venezia S. Lucia) si terrà la 2° manifestazione nazionale contro il fisco e per le riforme liberali promossa dai Tea Party italiani.
In una data simbolo (il 16 giugno è il termine di pagamento della prima rata IMU) e in una città simbolo del Nord Est operoso e vessato dal fisco, Tea Party dà a tutti appuntamento in piazza per fare sentire forte ma pacificamente la propria voce.
“L’Italia ha bisogno di riforme liberali e tagli alla spesa non di nuove tasse odiose e recessive come l’IMU” spiega Carlo Sandrin, Coordinatore dei Tea Party Veneti e promotore dell’evento. “E’ importante partecipare il 16 giugno. Per dire no ad una tassa ingiusta, per dire no a chi pensa che la proprietà sia un furto”.
Il Tea Party italiano, ormai da 2 anni sulla scena politica come movimento di opinione in difesa dei contribuenti tartassati, ha promosso questa grande mobilitazione contro l’IMU, dopo mesi in cui ha fatto circolare in oltre 300 Consigli Comunali in tutta Italia una mozione per abbassare al minimo l’aliquota sulla prima casa – facendo risparmiare soldi a molte famiglie nelle decine di comuni dove è stata approvata. Un’iniziativa concreta e di successo, come nella tradizione del Tea Party che ha sempre anteposto le proposte alle proteste.
Nonostante l’oppressione fiscale del Governo ad oggi lo Stato italiano ha incassato meno del previsto, per colpa proprio delle troppe imposte che frenano i consumi e portano solo recessione. Eppure Monti dovrebbe sapere che proprio a causa degli eccessi del fisco nella storia sono crollati imperi e nazioni e sono nate rivoluzioni, come quella americana a cui il Tea Party di oggi si ispira.
Non vogliamo restare a guardare mentre l’Italia muore di tasse e la politica non dà risposte:
il 16 giugno appuntamento in Piazza a Venezia!
In una data simbolo (il 16 giugno è il termine di pagamento della prima rata IMU) e in una città simbolo del Nord Est operoso e vessato dal fisco, Tea Party dà a tutti appuntamento in piazza per fare sentire forte ma pacificamente la propria voce.
“L’Italia ha bisogno di riforme liberali e tagli alla spesa non di nuove tasse odiose e recessive come l’IMU” spiega Carlo Sandrin, Coordinatore dei Tea Party Veneti e promotore dell’evento. “E’ importante partecipare il 16 giugno. Per dire no ad una tassa ingiusta, per dire no a chi pensa che la proprietà sia un furto”.
Il Tea Party italiano, ormai da 2 anni sulla scena politica come movimento di opinione in difesa dei contribuenti tartassati, ha promosso questa grande mobilitazione contro l’IMU, dopo mesi in cui ha fatto circolare in oltre 300 Consigli Comunali in tutta Italia una mozione per abbassare al minimo l’aliquota sulla prima casa – facendo risparmiare soldi a molte famiglie nelle decine di comuni dove è stata approvata. Un’iniziativa concreta e di successo, come nella tradizione del Tea Party che ha sempre anteposto le proposte alle proteste.
Nonostante l’oppressione fiscale del Governo ad oggi lo Stato italiano ha incassato meno del previsto, per colpa proprio delle troppe imposte che frenano i consumi e portano solo recessione. Eppure Monti dovrebbe sapere che proprio a causa degli eccessi del fisco nella storia sono crollati imperi e nazioni e sono nate rivoluzioni, come quella americana a cui il Tea Party di oggi si ispira.
Non vogliamo restare a guardare mentre l’Italia muore di tasse e la politica non dà risposte:
il 16 giugno appuntamento in Piazza a Venezia!
Info organizzazione:
– teapartypiemonte@gmail.com
- Giulia Bonaudi 339.2428988
- Vito Foschi 339.1644127
Twitter: #noimuday
– teapartypiemonte@gmail.com
- Giulia Bonaudi 339.2428988
- Vito Foschi 339.1644127
Twitter: #noimuday
In Regione Piemonte il PDL non vuole le privatizzazioni
Pubblichiamo la seguente riflessione di Gregorio Pettazzi sulla scelta della maggioranza di centro desta della Regione Piemonte di non intraprendere la strada delle privatizzazioni:
Prima di iniziare questo breve commento, ad uso e consumo di tutti i lettori, è necessario mettere in ordine cronologico gli ultimi avvenimenti delle casse della nostra regione:
Anno 2002 Giunta Ghigo - i debiti della Regione Piemonte si attestano sui 140 milioni di euro
Anno 2005 Giunta Ghigo - i debiti sono lievitati a circa 2 miliardi di euro
Anno 2005 Ghigo perde le elezioni - Bresso è Presidente
Anno 2010 Giunta Bresso - L'indebitamento è esploso a 6 miliardi di euro (esclusa la sanitá) Anno 2010 Bresso perde le elezioni - Cota è Presidente
Anno 2011 Giunta Cota - i debiti non si arrestano... Si arriva a quota 7 miliardi
Anno 2012 Giunta Cota - la Giunta Cota propone nuovi indebitamenti per 900 milioni di euro in 3 anni (500 MLN nel 2012, 200 MLN nel 2013, e 200 MLN nel 2014)
Anno 2012 Giunta Cota - dopo un estenuante braccio di ferro, i consiglieri "ribelli" del PDL (che oggi sono costituiti nel gruppo autonomo di Progett'Azione) riescono ad ottenere una riduzione drastica dei debiti 250 MLN di nuovi debiti nel 2012 (invece di 500) e nessun nuovo indebitamento nel 2013 e 2014 (invece di 200 per anno).
Questa breve cronistoria serve a far capire come chi ha gestito le casse della regione dal 2002 ad oggi lo abbia fatto con sprezzo del nostro futuro. Spendere oggi per far pagare domani a qualcun altro, magari addirittura ad un altra generazione (la nostra) è stato il faro che i nostri lungimiranti politici hanno scelto di seguire. Ora, se fino a qualche anno fa potevamo permetterci il lusso di dividerci politicamente tra chi voleva una spesa pubblica gigantesca in grado di non scontentatare nessuno e chi invece credeva nello stato minimo più regolatore che attore, oggi questo lusso non c'è più. Tutti coloro che prima dibattevano se accendere o meno nuovi mutui, oggi devono solo discutere di come evitarlo.
La Regione Piemonte, durante gli anni, è stata particolarmente abile nel creare carrozzoni pubblici, che pur assumendo il doppio o il triplo del personale necessario, lavorano poco e male. Un esempio basta e avanza: SCR (Società di Committenza Regionale), creata dalla Bresso con la mission di aiutare Comuni e Comunità montane nei bandi pubblici e negli appalti: l'anno scorso ha prodotto "ben" 10 appalti, meno di uno al mese (evidentemente le innumerevoli Direzioni Regionali erano troppo impegnate per occuparsi anche di questi 10 appalti). Ai tempi il centrodestra insorse contro l'ennesimo carrozzone inefficiente targato Bresso. Oggi cosa succede? Si è proposto (sempre i nostri amici "eretici" del PDL, oggi "Progett'Azione") di vendere le quote di partecipate vendibili sul mercato e di dismettere le altre.
Chi si oppone? Proprio il Popolo della Libertà! Avete capito bene, non Rifondazione Comunista e nemmeno i soliti fanatici dell'Acqua Pubblica e del Bene Comune, ma quelli che si professavano il "Partito Liberale di Massa" - che dopo aver perso per strada il liberalismo oggi si è persa persino la massa -
Prima di iniziare questo breve commento, ad uso e consumo di tutti i lettori, è necessario mettere in ordine cronologico gli ultimi avvenimenti delle casse della nostra regione:
Anno 2002 Giunta Ghigo - i debiti della Regione Piemonte si attestano sui 140 milioni di euro
Anno 2005 Giunta Ghigo - i debiti sono lievitati a circa 2 miliardi di euro
Anno 2005 Ghigo perde le elezioni - Bresso è Presidente
Anno 2010 Giunta Bresso - L'indebitamento è esploso a 6 miliardi di euro (esclusa la sanitá) Anno 2010 Bresso perde le elezioni - Cota è Presidente
Anno 2011 Giunta Cota - i debiti non si arrestano... Si arriva a quota 7 miliardi
Anno 2012 Giunta Cota - la Giunta Cota propone nuovi indebitamenti per 900 milioni di euro in 3 anni (500 MLN nel 2012, 200 MLN nel 2013, e 200 MLN nel 2014)
Anno 2012 Giunta Cota - dopo un estenuante braccio di ferro, i consiglieri "ribelli" del PDL (che oggi sono costituiti nel gruppo autonomo di Progett'Azione) riescono ad ottenere una riduzione drastica dei debiti 250 MLN di nuovi debiti nel 2012 (invece di 500) e nessun nuovo indebitamento nel 2013 e 2014 (invece di 200 per anno).
Questa breve cronistoria serve a far capire come chi ha gestito le casse della regione dal 2002 ad oggi lo abbia fatto con sprezzo del nostro futuro. Spendere oggi per far pagare domani a qualcun altro, magari addirittura ad un altra generazione (la nostra) è stato il faro che i nostri lungimiranti politici hanno scelto di seguire. Ora, se fino a qualche anno fa potevamo permetterci il lusso di dividerci politicamente tra chi voleva una spesa pubblica gigantesca in grado di non scontentatare nessuno e chi invece credeva nello stato minimo più regolatore che attore, oggi questo lusso non c'è più. Tutti coloro che prima dibattevano se accendere o meno nuovi mutui, oggi devono solo discutere di come evitarlo.
La Regione Piemonte, durante gli anni, è stata particolarmente abile nel creare carrozzoni pubblici, che pur assumendo il doppio o il triplo del personale necessario, lavorano poco e male. Un esempio basta e avanza: SCR (Società di Committenza Regionale), creata dalla Bresso con la mission di aiutare Comuni e Comunità montane nei bandi pubblici e negli appalti: l'anno scorso ha prodotto "ben" 10 appalti, meno di uno al mese (evidentemente le innumerevoli Direzioni Regionali erano troppo impegnate per occuparsi anche di questi 10 appalti). Ai tempi il centrodestra insorse contro l'ennesimo carrozzone inefficiente targato Bresso. Oggi cosa succede? Si è proposto (sempre i nostri amici "eretici" del PDL, oggi "Progett'Azione") di vendere le quote di partecipate vendibili sul mercato e di dismettere le altre.
Chi si oppone? Proprio il Popolo della Libertà! Avete capito bene, non Rifondazione Comunista e nemmeno i soliti fanatici dell'Acqua Pubblica e del Bene Comune, ma quelli che si professavano il "Partito Liberale di Massa" - che dopo aver perso per strada il liberalismo oggi si è persa persino la massa -
domenica 10 giugno 2012
CLASS ACTION CONTRO I POLITICI
Pubblichiamo con piacere la lettera che il nostro caro amico Ing. Salvatore Custòdero ha inviato a Libero .
Lettera pubblicata da Libero in data 10 giugno
2012 nella pagina 22 “ Le lettere “.
DIFENDIAMOCI COSI’:
CLASS
ACTION CONTRO I POLITICI
Esasperato dalla
incapacità della classe politica, mi è venuta un’idea:
perché non
promuoviamo una class action contro chi ha
incrementato il debito pubblico?
E’ ora
che i cittadini, esasperati dal comportamento irresponsabile dei
politici, li denuncino alla magistratura per concorso nella gestione fallimentare
dei conti pubblici.
Il principale
risultato della class action dovrebbe essere la rimozione di tutti i
politici che hanno contribuito alla
formazione del gigantesco debito.
Ciò promuoverebbe
finalmente il il ricambio totale della classe politica.
Salvatore Custòdero
Etichette:
class action,
debito pubblico,
politici,
tasse
Importante iniziativa editoriale da non lasciarsi sfuggire
Vi Segnalo questa interessantissima iniziativa editoriale. Sono libri della LiberiLibri.
Nicola Porro presenta "Le libertà dei moderni", una straordinaria collana in formato ebook che in 12 opere riunisce i grandi pensatori moderni liberlisti e liberali. Da lunedì 11 giugno tutti i titoli saranno scaricabili dal sito del Giornale.it e dai principali bookstore operanti su territorio nazionale, alla straordinaria cifra di 2,99 € . Eccezionalemente gratis per il primo giorno La tirannia fiscale di Pascal Salin
Nicola Porro presenta "Le libertà dei moderni", una straordinaria collana in formato ebook che in 12 opere riunisce i grandi pensatori moderni liberlisti e liberali. Da lunedì 11 giugno tutti i titoli saranno scaricabili dal sito del Giornale.it e dai principali bookstore operanti su territorio nazionale, alla straordinaria cifra di 2,99 € . Eccezionalemente gratis per il primo giorno La tirannia fiscale di Pascal Salin
mercoledì 6 giugno 2012
No olimpiadi, no campionato, no parata: nazione sconfitta
Ospitiamo l'artcolo della nostra cara amica Rita Serra
Il #2giugno ero a pranzo insieme a quattro meravigliosi militari sardi, appena tornati dall’Afghanistan!!!
Quattro soldati dell’Esercito della Repubblica Italiana, amabili e protettivi per formazione professionale e per loro intima indole personale!
Quattro ragazzi con, inevitabilmente, ancora negli occhi e nelle orecchie quell’Asia tanto affascinante quanto infelice, ostile, ormai sempre più minacciosa; eppure nessuno ne ha parlato, nessuno ha fatto cenno alla precarietà di un quotidiano vissuto tra bambini da curare e bombe da schivare.
Non uno dei miei amici si é definito speciale o addirittura coraggioso e neppure si é espresso sul prezzo della sua vita, messa in pericolo in ogni giorno di quella missione.
Della parata sì, ne abbiamo parlato e l’amarezza c’era, per un mancato riconoscimento del ruolo fondamentale delle forze armate e del valore degli uomini e delle donne che le formano. C’era in loro un po’ di avvilimento, per lo sberleffo rivolto all’Esercito e la totale mancanza di un moto, anche piccolo, di gratitudine.
La tragicommedia inscenata dalle istituzioni, dai media e dai politici, specie nel moderno vomitorium di Twitter, pareva incomprensibile al cuore di chi conosce il significato del termine dovere, orgoglio, dignità e patria.
In quanto ai tre milioni di euro, qualcuno mi faceva notare che la parata é sempre stata legata a un certo indotto e ci sono centinaia di persone in attesa dell’opportunità di guadagnare qualcosa. Inoltre, lo sanno tutti che, trattandosi di manifestazione innegabilmente spettacolare, (se non viene svilita dalla beceraggine di certa opinione politico-mediatica), attrae turisti da tutto il Paese.
E, mentre lontano dalla nostra tavolata continuava la grottesca manfrina sui milioni sprecati (un’inezia in confronto a quelli sperperati ogni giorno dai partiti) e sui terremotati, divenuti ostaggio di un vetero e sterile antimilitarismo, ancora più lontano, nella Gran Bretagna, fervevano i pomposi preparativi per il giubileo della regina Elisabetta II!
Quanto sfarzo, quanta partecipazione, quanto entusiasmo e voglia di sentirsi lontani dalla crisi che attanaglia l’UK e gran parte dell’Europa!
Quante sterline spese ma quante entrate nelle casse degli inglesi!
Realisticamente parlando, i sudditi della Corona non vivono in una dittatura, sono molto più liberali e democratici di noi Italiani, ma non per questo si vergognano di provare amore e rispetto per i simboli dell’unità nazionale, per quanto esosi e demodé possano apparirci.
L’Italia si sta deprimendo nelle rinunce. Lo Stivale trema, mal guidato da mani fragili, timorose di affrontare qualunque impresa che preveda qualche sforzo da parte delle sempre più imbolsite e impigrite istituzioni.
Col governo Monti, poi, siamo guidati da un circolo di contabili, dal temperamento pavido, tentennante di fronte a ogni ostacolo. Un club di esimi ragionieri capaci solo di imporre tasse, secondo il principio inapplicabile di una troppo asimmetrica “partita doppia”.
E’ impossibile che un burocrate, per quanto titolato nel mondo accademico, riesca ad assumersi responsabilità pesanti e complesse atte a impedire le infiltrazioni mafiose nell’organizzazione di un evento grandioso come le Olimpiadi; meglio essere prudenti e rinunciare, lasciando alle altre nazioni le immense opportunità che i giochi offrono. E se il campionato di calcio viene inquinato dal malaffare, meglio pensare in piccolo e sospenderlo, che intervenire secondo le leggi vigenti.
Ma forse non basterà vedere andare via questo governo perché l’Italia trovi il coraggio delle imprese ardue o, più semplicemente, del fare impresa!
Purtroppo la politica si crogiola nel lusso, tra caviale e lingotti d’oro. La partitocrazia ha innanzitutto da difendere i suoi beni e i suoi privilegi che ben poca energia le rimane da impegnare nell’occuparsi del benessere generale.
Da leggere anche Il Tempo
http://kalmha.net/2012/06/no-olimpiadi-no-campionato-no-parata-nazione-sconfitta/
Il #2giugno ero a pranzo insieme a quattro meravigliosi militari sardi, appena tornati dall’Afghanistan!!!
Quattro soldati dell’Esercito della Repubblica Italiana, amabili e protettivi per formazione professionale e per loro intima indole personale!
Quattro ragazzi con, inevitabilmente, ancora negli occhi e nelle orecchie quell’Asia tanto affascinante quanto infelice, ostile, ormai sempre più minacciosa; eppure nessuno ne ha parlato, nessuno ha fatto cenno alla precarietà di un quotidiano vissuto tra bambini da curare e bombe da schivare.
Non uno dei miei amici si é definito speciale o addirittura coraggioso e neppure si é espresso sul prezzo della sua vita, messa in pericolo in ogni giorno di quella missione.
Della parata sì, ne abbiamo parlato e l’amarezza c’era, per un mancato riconoscimento del ruolo fondamentale delle forze armate e del valore degli uomini e delle donne che le formano. C’era in loro un po’ di avvilimento, per lo sberleffo rivolto all’Esercito e la totale mancanza di un moto, anche piccolo, di gratitudine.
La tragicommedia inscenata dalle istituzioni, dai media e dai politici, specie nel moderno vomitorium di Twitter, pareva incomprensibile al cuore di chi conosce il significato del termine dovere, orgoglio, dignità e patria.
In quanto ai tre milioni di euro, qualcuno mi faceva notare che la parata é sempre stata legata a un certo indotto e ci sono centinaia di persone in attesa dell’opportunità di guadagnare qualcosa. Inoltre, lo sanno tutti che, trattandosi di manifestazione innegabilmente spettacolare, (se non viene svilita dalla beceraggine di certa opinione politico-mediatica), attrae turisti da tutto il Paese.
E, mentre lontano dalla nostra tavolata continuava la grottesca manfrina sui milioni sprecati (un’inezia in confronto a quelli sperperati ogni giorno dai partiti) e sui terremotati, divenuti ostaggio di un vetero e sterile antimilitarismo, ancora più lontano, nella Gran Bretagna, fervevano i pomposi preparativi per il giubileo della regina Elisabetta II!
Quanto sfarzo, quanta partecipazione, quanto entusiasmo e voglia di sentirsi lontani dalla crisi che attanaglia l’UK e gran parte dell’Europa!
Quante sterline spese ma quante entrate nelle casse degli inglesi!
Realisticamente parlando, i sudditi della Corona non vivono in una dittatura, sono molto più liberali e democratici di noi Italiani, ma non per questo si vergognano di provare amore e rispetto per i simboli dell’unità nazionale, per quanto esosi e demodé possano apparirci.
L’Italia si sta deprimendo nelle rinunce. Lo Stivale trema, mal guidato da mani fragili, timorose di affrontare qualunque impresa che preveda qualche sforzo da parte delle sempre più imbolsite e impigrite istituzioni.
Col governo Monti, poi, siamo guidati da un circolo di contabili, dal temperamento pavido, tentennante di fronte a ogni ostacolo. Un club di esimi ragionieri capaci solo di imporre tasse, secondo il principio inapplicabile di una troppo asimmetrica “partita doppia”.
E’ impossibile che un burocrate, per quanto titolato nel mondo accademico, riesca ad assumersi responsabilità pesanti e complesse atte a impedire le infiltrazioni mafiose nell’organizzazione di un evento grandioso come le Olimpiadi; meglio essere prudenti e rinunciare, lasciando alle altre nazioni le immense opportunità che i giochi offrono. E se il campionato di calcio viene inquinato dal malaffare, meglio pensare in piccolo e sospenderlo, che intervenire secondo le leggi vigenti.
Ma forse non basterà vedere andare via questo governo perché l’Italia trovi il coraggio delle imprese ardue o, più semplicemente, del fare impresa!
Purtroppo la politica si crogiola nel lusso, tra caviale e lingotti d’oro. La partitocrazia ha innanzitutto da difendere i suoi beni e i suoi privilegi che ben poca energia le rimane da impegnare nell’occuparsi del benessere generale.
Da leggere anche Il Tempo
http://kalmha.net/2012/06/no-olimpiadi-no-campionato-no-parata-nazione-sconfitta/
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