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domenica 20 gennaio 2013

A mai più





mercoledì 6 giugno 2012

No olimpiadi, no campionato, no parata: nazione sconfitta

Ospitiamo l'artcolo della nostra cara amica Rita Serra

Il #2giugno ero a pranzo insieme a quattro meravigliosi militari sardi, appena tornati dall’Afghanistan!!!
Quattro soldati dell’Esercito della Repubblica Italiana, amabili e protettivi per formazione professionale e per loro intima indole personale!
Quattro ragazzi con, inevitabilmente, ancora negli occhi e nelle orecchie quell’Asia tanto affascinante quanto infelice, ostile, ormai sempre più minacciosa; eppure nessuno ne ha parlato, nessuno ha fatto cenno alla precarietà di un quotidiano vissuto tra bambini da curare e bombe da schivare.
Non uno dei miei amici si é definito speciale o addirittura coraggioso e neppure si é espresso sul prezzo della sua vita, messa in pericolo in ogni giorno di quella missione.
Della parata sì, ne abbiamo parlato e l’amarezza c’era, per un mancato riconoscimento del ruolo fondamentale delle forze armate e del valore degli uomini e delle donne che le formano. C’era in loro un po’ di avvilimento, per lo sberleffo rivolto all’Esercito e la totale mancanza di un moto, anche piccolo, di gratitudine.
La tragicommedia inscenata dalle istituzioni, dai media e dai politici, specie nel moderno vomitorium di Twitter, pareva incomprensibile al cuore di chi conosce il significato del termine dovere, orgoglio, dignità e patria.
In quanto ai tre milioni di euro, qualcuno mi faceva notare che la parata é sempre stata legata a un certo indotto e ci sono centinaia di persone in attesa dell’opportunità  di guadagnare qualcosa. Inoltre, lo sanno tutti che, trattandosi di manifestazione innegabilmente spettacolare, (se non viene svilita dalla beceraggine di certa opinione politico-mediatica), attrae turisti da tutto il Paese.
E, mentre lontano dalla nostra tavolata continuava la grottesca manfrina sui milioni sprecati (un’inezia in confronto a quelli sperperati ogni giorno dai partiti) e sui  terremotati, divenuti ostaggio di un vetero e sterile antimilitarismo, ancora più lontano, nella Gran Bretagna, fervevano i pomposi preparativi per il giubileo della regina Elisabetta II!
Quanto sfarzo, quanta partecipazione, quanto entusiasmo e voglia di sentirsi lontani dalla crisi che attanaglia l’UK e gran parte dell’Europa!
Quante sterline spese ma quante entrate nelle casse degli inglesi!
Realisticamente parlando, i sudditi della Corona non vivono in una dittatura, sono molto più liberali e democratici di noi Italiani, ma non per questo si vergognano di provare amore e rispetto per i simboli dell’unità nazionale, per quanto esosi e demodé possano apparirci.
L’Italia si sta deprimendo nelle rinunce. Lo Stivale trema, mal guidato da mani fragili, timorose di affrontare qualunque impresa che preveda qualche sforzo da parte delle sempre più imbolsite e impigrite istituzioni.
Col governo Monti, poi, siamo guidati da un circolo di contabili, dal temperamento pavido, tentennante di fronte a ogni ostacolo. Un club di esimi ragionieri capaci solo di imporre tasse, secondo il principio inapplicabile di una troppo asimmetrica  “partita doppia”.
E’ impossibile che un burocrate, per quanto titolato nel mondo accademico, riesca ad assumersi responsabilità pesanti e complesse atte a impedire le infiltrazioni mafiose nell’organizzazione di un evento grandioso come le Olimpiadi; meglio essere prudenti e rinunciare, lasciando alle altre nazioni le immense opportunità che i giochi offrono. E se il campionato di calcio viene inquinato dal malaffare, meglio pensare in piccolo e sospenderlo, che intervenire secondo le leggi vigenti.
Ma forse non basterà vedere andare via questo governo perché l’Italia trovi il coraggio delle imprese ardue o, più semplicemente, del fare impresa!
Purtroppo la politica si crogiola nel lusso, tra caviale e lingotti d’oro. La partitocrazia ha innanzitutto da difendere i suoi beni e i suoi privilegi che ben poca energia le rimane da impegnare nell’occuparsi del benessere generale.

Da leggere anche Il Tempo


http://kalmha.net/2012/06/no-olimpiadi-no-campionato-no-parata-nazione-sconfitta/

lunedì 16 aprile 2012

Il Governo dei Competenti

tratto da Il legno storto:
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=34359

Scritto da Vito Foschi   
Friday 13 April 2012
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In un nostro precedente articolo ci chiedevamo se il governo Monti fosse utile , ora credo che il giudizio di molti non può che essere negativo. L’idea dei governi tecnici è quantomeno fuorviante perché i governi sono solo politici e l’attuale governo ne è la più concreta dimostrazione. Personalmente non nutro simpatia per tecnici e professori perché mi sfugge come sia possibile che un meccanico per quanto di valore possa fare un buon lavoro da imbianchino. Può succedere, ma è incidentale non valido sempre. 
Finora l’unica riforma importante varata dal governo è quella delle pensioni, ma con qualche errore di troppo. Siamo in presenza di tecnici e alla fine ci si scorda degli esodati, un problema di non poco conto. Errore, forse scusabile per un politico, ma non accettabile per chi si presenta come esperto e se l’avesse fatto il ministro politico di turno si sarebbe scatenato l’inferno. L’abbassamento dello spread, per quanto temporaneo, è da addebitare all’azione di Draghi che ha quasi regalato 1000 miliardi alle banche per poter acquistare titoli pubblici. Tra le altre cose, è da chiedersi come questa immensa massa di moneta possa impattare sui prezzi, così come un tasso di interesse politicamente basso possa distorcere l’allocazione delle risorse economiche.
L’ambiguità di questo governo che si presenta come tecnico è evidente in questi ultimi giorni. Dopo le disavventure leghiste venute subito dopo gli ammanchi del tesoriere della Margherita è acclarato che il sistema dei rimborsi elettorali vada rivisto nel modo più semplice possibile, ovvero con una bella decurtazione. Non si capisce perché dare ai partiti una somma da usare per la campagna elettorale se questa non viene utilizzata. Dalle cifre che girano sembra che poco più di un quarto del totale dei rimborsi venga usata per spese elettorali. Non mettiamo la mano sul fuoco sulle cifre, ma anche ad un esame superficiale si capisce che la cifra rimborsata è maggiore di quella spesa. Un governo tecnico, il cui presidente si vanta di avere più consensi dei partiti, avrebbe potuto approfittare, con termine ora di moda, del momentum, per un decreto taglia rimborsi aggiungendoci per esempio anche il taglio dei fondi per i giornali di partito. Parliamo di taglio ai rimborsi per realismo anche se intimamente convinti che sia necessario abolirli del tutto. Questo provvedimento avrebbe trovato la strenua opposizione dei partiti, però questo non sarebbe dovuto essere un problema per un governo tecnico che afferma di avere più fiducia dei partiti. In questo bailamme anche i partiti avrebbero rischiato grosso scontrandosi con un’opinione pubblica contraria. Ovviamente varare un provvedimento del genere richiede coraggio, ma è evidente che ciò manca a questo governo. Ad oggi, l’iniziativa sui rimborsi è stata dei partiti, connaturando come politico il governo facendo nascere il dubbio che il tecnico Monti non voglia scontentare i politici ed è più che legittimo chiedersi il perché. Un decreto taglia rimborsi e con qualche taglio ai parlamentari avrebbe fatto crescere il gradimento per il governo a dismisura e forte di ciò avrebbe potuto forzare la mano.
Come dicevamo tempo fa, passando il tempo sfuma l’alone dell’emergenza e i partiti si riorganizzano per imporre la loro volontà e il governo tecnico si trasmuta non in un governo politico ma in quello dei partiti.

martedì 20 dicembre 2011

MONTI NON È DISPERATO, MA L'ITALIA ADESSO SÌ



COMUNICATO STAMPA

Milano, 16 dicembre 2011

MONTI NON È DISPERATO, MA L'ITALIA ADESSO SÌ
Una manovra fatta di tasse, senza riforme, senza tagli alla spesa. Senza coraggio e senza visione.
Peggio di così non era possibile.

Tea Party Italia prende atto, con notevole sconcerto e preoccupazione, che una maggioranza bulgara e bipartisan dell'attuale parlamento ha acconsentito, votandola, una manovra i cui effetti saranno inevitabilmente depressivi per tutto il nostro sistema economico.
Dichiara Giacomo Zucco, Portavoce nazionale del movimento: "Siamo certi che i parlamentari che oggi hanno dato il loro consenso a questi provvedimenti avranno seria difficoltà ad ottenere nuovamente quel consenso e quella fiducia popolare che ha permesso loro di essere eletti. Apprezziamo il gesto di tutti coloro che, vicini al Tea Party, non hanno votato la manovra".
L'impianto del provvedimento si basa drammaticamente non sui rimedi ma su quelle che sono con tutta evidenza le cause principali della gravità della situazione in cui versa l'Italia: una pressione fiscale ormai insostenibile ed una sostanziale assenza di provvedimenti seri che pongano un argine ad una spesa pubblica fuori controllo. Da parte di questo esecutivo, imposto dal Presidente della Repubblica e non votato dai cittadini, manca qualsiasi reale intento riformatore.
La debolezza del provvedimento si constata inoltre nell'assenza delle liberalizzazioni necessarie in moltissimi settori, fra cui quello degli ordini professionali per le quali il governo Monti rappresentava a detta di molti, l'attesa discontinuità. Il risultato è una triste genuflessione allo status quo.
I Tea Party italiani continueranno a battersi in tutta Italia contro la deriva statalista del nostro paese e contro un fisco sempre più oppressivo ed invadente. Conclude Giacomo Zucco: "La proposta di riforme che abbattano la spesa e riducano le tasse non è più un'opzione fra le tante ma è la necessità primaria del nostro paese. Chi non va in questa direzione ci porterà inevitabilmente alla rovina".

lunedì 12 dicembre 2011

MISERIA E RECESSIONE: LA MANOVRA DI MONTI CI RENDERÀ TUTTI PIÙ POVERI

Milano, 5 dicembre 2011

MISERIA E RECESSIONE: LA MANOVRA DI MONTI CI RENDERÀ TUTTI PIÙ POVERI
20 miliardi di nuove tasse: chi voterà questi decreti si assume la responsabilità di portarci alla rovina


Il movimento Tea Party Italia, che si batte contro l'eccessivo carico fiscale del nostro paese, si dichiara sconcertato e preoccupato da quella che definisce una manovra ingiusta, incompleta e dagli effetti recessivi. "La manovra è un concentrato della solita politica irresponsabile e vessatrice - dichiara il portavoce nazionale Giacomo Zucco - e lo dimostrano l’aumento folle della tassazione sugli immobili (prima casa inclusa), l’aumento delle addizionali regionali, l'ennesimo aumento delle accise sul carburante, la preparazione per un ulteriore aumento dell’IVA e l’aumento della tassazione sugli strumenti di risparmio e investimento”.
“Si potrebbe pensare che questo sia il prezzo politico imposto dal governo Monti per riforme risolutive dell'emergenza-debito in cui ci troviamo ma non è così: lo stock di debito non viene ridotto, la crescita non viene incentivata. Più che una manovra Salva-Italia la definiremmo una manovra Rovina-Italia."
Tea Party Italia crede che in tempi di crisi si debbano applicare misure che tendano ad alleggerire il peso dello stato nella vita delle persone non ad aumentarlo. La strada per la crescita è diminuire una spesa pubblica insostenibile ed alleggerire il peso delle tasse, non il contrario. Al fine di evitare la recessione sarebbe doveroso lasciare più soldi nelle tasche dei cittadini, non svuotarle come si accinge a fare Monti.
Quello che propone questo governo tecnico va nella direzione opposta alla crescita, portando soltanto ulteriori nuove tasse, in un sistema già ampiamente vessato come quello italiano, e conseguente miseria. Conclude Giacomo Zucco: "Chi non avrà vergogna di votare questa manovra si assumerà la responsabilità davanti a tutti i cittadini di portare l'Italia alla recessione".

Elisa Serafini
Resp. PR e media